3 innovazioni che permettono allo studio di offrire consulenza d’élite in meno di un’ora invece che in giorni di lavoro
“La trasformazione digitale non è mai stata così evidente nel settore della consulenza fiscale e contabile, eppure l’84% dei professionisti italiani non sta cogliendo questa opportunità.”
Con queste parole, il Dr. Alessandro Martini di QuantumSearch e la Dr.ssa Elisa Verona di NexusInsight hanno aperto il loro innovativo report sulla digitalizzazione degli studi professionali in Italia, presentato durante il recente convegno “Futuro Professionale 2025”.
La ricerca, che ha coinvolto oltre 1.200 studi professionali in tutta Italia, ha rivelato dati sorprendenti: nonostante il 73% dei commercialisti riconosca i potenziali benefici dell’intelligenza artificiale, solo il 16% ha effettivamente implementato soluzioni avanzate nei propri processi lavorativi.
Un divario impressionante tra consapevolezza e azione che sta creando un’élite di “super-consulenti” in grado di offrire servizi che fino a poco tempo fa erano appannaggio esclusivo delle grandi società di consulenza.
“Non è questione di risorse economiche o dimensioni dello studio,” spiega la Dr.ssa Verona. “Abbiamo documentato casi di piccoli studi, con appena tre collaboratori, che sono riusciti a trasformarsi in centri di consulenza strategica grazie all’implementazione intelligente di tre specifiche innovazioni nell’ambito dell’IA.”
Ma cosa distingue questi pionieri dalla maggioranza che ancora fatica a intraprendere il percorso di trasformazione digitale?
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I tre progressi che stanno cambiando le regole del gioco
Durante le interviste approfondite con i professionisti all’avanguardia, i ricercatori hanno identificato tre innovazioni chiave che, combinate insieme, stanno ridefinendo il concetto stesso di consulenza professionale.
1. Deep Search: Una nuova risorsa nella ricerca professionale
La prima innovazione implementata dagli studi più avanzati è una tecnologia chiamata Deep Search. A differenza dei tradizionali motori di ricerca che si limitano a trovare corrispondenze di parole chiave, questi nuovi sistemi comprendono veramente il contesto della ricerca.
“Non parliamo semplicemente di Google usato in modo efficiente,” chiarisce il Dr. Martini. “Parliamo di sistemi come QuantumSearch e NexusInsight che non solo trovano informazioni, ma le contestualizzano, le validano su diverse fonti, e le organizzano in modo coerente per il professionista. È come avere un ricercatore esperto che lavora ininterrottamente, senza costi variabili.”
Un caso documentato nel report riguarda uno studio di Modena che doveva analizzare le implicazioni fiscali di una complessa operazione internazionale. Utilizzando il Deep Search, il professionista ha ottenuto in meno di un minuto una sintesi completa che avrebbe richiesto ore di consultazione di banche dati specializzate.
“L’elemento più interessante,” aggiunge la Dr.ssa Verona, “è che questi professionisti utilizzano spesso più sistemi di Deep Search in parallelo, confrontando i risultati per una verifica incrociata delle informazioni. Questo approccio multi-fonte garantisce un livello di approfondimento e accuratezza prima impossibile per studi di piccole dimensioni.”
2. Modelli di ragionamento in tempo reale: Da assistenti a consulenti
Il secondo elemento distintivo identificato dalla ricerca è l’utilizzo di modelli di IA che non si limitano a recuperare informazioni, ma ragionano su di esse in modo contestuale e specifico per il settore.
“I nuovi modelli di IA,” spiega il Dr. Martini, “non richiedono istruzioni dettagliate passo dopo passo. Il professionista può descrivere un problema complesso, e il sistema elabora autonomamente un approccio strutturato, considerando variabili che spesso potrebbero sfuggire anche a un esperto del settore.”
La ricerca documenta il caso di un’analisi comparativa per l’espansione internazionale di un’azienda cliente. Il sistema ha identificato autonomamente fattori rilevanti, normative applicabili e opportunità di ottimizzazione, scoprendo persino specifiche deduzioni fiscali in mercati esteri che non erano state considerate dal team professionale.
“Questo rappresenta un salto di paradigma,” sottolinea la Dr.ssa Verona. “Non stiamo più parlando di automazione di compiti ripetitivi, ma di automazione del ragionamento professionale stesso, con un impatto enorme sulla qualità della consulenza offerta.”
3. L’era degli agenti: Il team invisibile che non va in vacanza
Il terzo e più rivoluzionario elemento emerso dalla ricerca è l’implementazione di “agenti IA” – sistemi specializzati che collaborano tra loro come un team virtuale coordinato.
“Gli studi più innovativi hanno creato veri e propri team digitali,” spiega il Dr. Martini.
“Ogni agente è specializzato in un compito specifico: uno analizza la giurisprudenza recente, un altro esplora documentazione tecnica, un terzo valuta implicazioni internazionali, e così via. Il tutto coordinato da un ‘supervisore’ che organizza le informazioni in output strutturati e utilizzabili.”


Figura 1: Schema dell’architettura di un team virtuale di agenti AI. Nella prima parte, sulla sinistra, i quattro motori di ricerca specializzati (Deep Search Google, Deep Search Perplexity, Bibliotecario Pubblico, Archivista Personale) alimentano il Coordinatore Intelligente. Questo elabora le informazioni per produrre previsioni, piani implementativi e output come perizie professionali o dashboard riassuntive, tutto sotto il controllo logico e di calcolo del professionista.
Nella seconda parte, intitolata ‘Stadi Del Processo Zoom’, vengono mostrati quattro motori di ricerca avanzati (Deep Search Google, Deep Search Perplexity, Search Mentally e Grok3 Deep Search) che alimentano la fase di strutturazione del progetto. Il flusso prosegue attraverso le specifiche per gruppo di codici ATECO e l’uso iterativo del progetto, sempre sotto il controllo logico e di calcolo, per produrre perizie professionali e dashboard informative come output finali.
Oltre la ricerca legale: La versatilità che trasforma la consulenza
Un aspetto particolarmente interessante emerso dalla ricerca è la versatilità di questi sistemi e la loro capacità di affrontare problemi completamente diversi.
“I professionisti all’avanguardia,” rivela la Dr.ssa Verona, “stanno espandendo notevolmente la gamma di servizi offerti. Non si limitano più alle tradizionali aree di competenza, ma possono fornire consulenza strategica in ambiti prima inaccessibili.”
La ricerca documenta il caso di un commercialista che ha potuto fornire a un cliente del settore ristorazione un’analisi dettagliata dell’efficienza dei fornitori, generando una dashboard completa che mostrava potenziali risparmi, rischi di fornitura, stagionalità dei prezzi e strategie di negoziazione – un servizio che tradizionalmente avrebbe richiesto una consulenza specializzata.

Figura 2: Dashboard di analisi dei fornitori per un ristorante. Il sistema analizza automaticamente il potenziale risparmio per categoria merceologica, monitora i costi attuali, suggerisce fornitori alternativi e calcola il rischio associato a ogni cambiamento. Include anche strumenti di pianificazione per l’implementazione dei cambiamenti e analisi della stagionalità dei prezzi per ottimizzare gli acquisti.
Da “quando” a “come”: il passaggio dalle parole ai fatti
Uno degli aspetti più significativi emersi dalla ricerca è il divario tra la consapevolezza dei benefici dell’IA (73%) e l’effettiva implementazione (16%). Secondo i ricercatori, questo gap è principalmente dovuto a due fattori: la scarsa formazione digitale di base e la continua prioritizzazione delle scadenze operative rispetto all’innovazione.
“Gran parte dei professionisti è intrappolata in un circolo vizioso,” spiega il Dr. Martini. “Sono così impegnati a rispettare le scadenze fiscali e gli adempimenti burocratici che non riescono a trovare il tempo per implementare soluzioni che, paradossalmente, li libererebbero proprio da questi vincoli.”
La Dr.ssa Verona aggiunge: “Il problema non è la mancanza di risorse economiche, ma di un approccio strutturato all’innovazione. I professionisti che hanno avuto successo hanno iniziato con piccoli passi, ma seguendo una roadmap chiara.”
Per aiutare i professionisti a colmare questo divario, i ricercatori hanno identificato due possibili percorsi di implementazione, adatti a diverse esigenze e livelli di ambizione.
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“La prima strada è quella dell’implementazione graduale e controllata,” spiega il Dr. Martini. “Il professionista impara a orchestrare questi strumenti manualmente, mantenendo il controllo completo sul processo e acquisendo competenze che trasformano radicalmente la sua capacità operativa.”
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“È l’approccio ideale per chi vuole mantenere il pieno controllo e capire esattamente come funziona ogni ingranaggio del sistema,” continua la Dr.ssa Verona. “Richiede formazione e pratica, ma consente di iniziare immediatamente con un investimento contenuto, trasformando progressivamente i processi dello studio.”
La via dell’automazione totale
“La seconda strada è più ambiziosa e prevede la creazione di un sistema completamente personalizzato e automatizzato,” spiega il Dr. Martini. “In questo caso, il professionista non deve preoccuparsi dei dettagli tecnici, poiché il sistema viene costruito su misura per le sue esigenze specifiche.”
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“Questa soluzione richiede un investimento iniziale maggiore,” precisa la Dr.ssa Verona, “ma offre vantaggi straordinari in termini di efficienza e scalabilità.
Il sistema diventa un vero assistente virtuale che conosce perfettamente i clienti, le procedure e persino lo stile comunicativo del professionista, gestendo automaticamente gran parte delle richieste e liberando tempo per la consulenza strategica ad alto valore.”
L’evoluzione degli agenti: Un ecosistema in espansione
Un aspetto particolarmente interessante emerso dalla ricerca è come questi sistemi evolvano nel tempo, creando un valore esponenzialmente crescente per lo studio.
“Una volta implementati, questi sistemi continuano a migliorare,” spiega il Dr. Martini. “Ogni nuovo agente si integra con quelli esistenti, creando un ecosistema sempre più sofisticato e capace di affrontare problematiche sempre più complesse.”
I ricercatori hanno documentato come studi partiti con semplici implementazioni per la ricerca normativa abbiano progressivamente espanso le capacità dei loro sistemi, includendo analisi finanziaria, pianificazione fiscale, valutazione d’azienda, e persino previsioni di mercato per specifici settori.
“Questo crea un effetto composto,” aggiunge la Dr.ssa Verona. “Ogni nuovo cliente beneficia di tutte le conoscenze accumulate dal sistema, con la possibilità di personalizzare le analisi caso per caso.”
Dalla reazione all’innovazione: Costruire fiducia
Le conclusioni del report evidenziano come questo approccio stia ridefinendo non solo i processi operativi, ma il concetto stesso di professione contabile e fiscale.
“Stiamo assistendo a un passaggio epocale,” conclude il Dr. Martini. “I professionisti che stanno abbracciando questa trasformazione non stanno semplicemente diventando più efficienti – stanno evolvendo in strateghi aziendali, capaci di offrire una visione e un valore completamente nuovi ai loro clienti.”
La Dr.ssa Verona aggiunge: “Non si tratta di sostituire l’intelligenza umana, ma di potenziarla. Di trasformare ogni commercialista in un super-consulente, capace di offrire in poche ore ciò che prima richiedeva settimane e competenze specialistiche in ambiti diversi.”
Il messaggio finale dei ricercatori è chiaro: c’è spazio per tutti in questa nuova era della professione, ma c’è un vantaggio innegabile per chi inizia prima. E soprattutto, c’è una soddisfazione incomparabile nel vedere i clienti guardarti con ammirazione, chiedendosi come fai a essere sempre un passo avanti a tutti gli altri.
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